Colloquio Motivazionale

 Per la prima volta nella scuola pubblica italiana una formazione al Colloquio Motivazionale.

 Il Colloquio Motivazionale consiste in uno stile di conversazione collaborativo finalizzato a rinforzare la motivazione e l’impegno al cambiamento proprio della persona, centrato sulla persona per affrontare il normale problema dell’ambivalenza nel cambiamento.

La Vision e la Mission di Crisalide ben si sposano con lo spirito del Colloquio Motivazionale. Mettersi accanto alla persona e dialogare CON.

 “Accettare la persona come un individuo a sé stante,
un rispetto dell’altro che attribuisce valore alle sue ragioni.
Una fiducia di base,
la convinzione che, fondamentalmente, la
persona è comunque affidabile”
Carl Rogers

Laura Ferretti, dirigente dell’Istituto Superiore Lorenzo Lotto di Trescore Balneario (BG) e rappresentante Ambito 3

Valerio Quercia, formatore dell’Associazione italiana colloquio motivazionale.

In collaborazione con l’Associazione Italiana Colloquio Motivazionale e l’Ambito Scolastico 3 Val Cavallina e Basso Sebino, Crisalide ha organizzato nell’A.S. 2016/17 un corso di formazione per 230 docenti attraverso incontri di gruppo e incontri in plenaria. 

Fin da subito una profonda sintonia nella condivisione di obiettivi e metodologie da applicare ha permesso agli organizzatori di allestire un percorso innovativo e all’avanguardia.

E’ infatti la prima volta in Italia che il Colloquio Motivazionale viene utilizzato per la formazione dei docenti tenendo conto che la versione del C.M. nella scuola è stata sviluppata di recente in America.

I docenti partecipanti sono stati messi al centro del lavoro e da subito hanno dovuto mettersi in gioco perché a momenti di spiegazione teorica si sono alternati sempre lavori e simulazioni pratiche. E’ stato bellissimo osservare, col progredire degli incontri, l’aumentare della loro attenzione e della loro partecipazione. Ascoltare le loro domande, richieste, critiche, riflessioni ogni volta ad un livello sempre più profondo e attivo ci ha indicato che già si stavano cogliendo i risultati auspicati.

A fine corso abbiamo raccolto tutti gli spunti e i suggerimenti dei partecipanti.  Nel leggere le loro riflessioni  si nota come abbiano da subito utilizzato lo stile proposto, si siano messi in discussione e alla prova. Emerge come sono stati in grado di calare nel quotidiano del proprio lavoro, e qualcuno anche della propria vita, gli stili proposti dal Colloquio Motivazionale. Da qui l’esigenza di molti di poter approfondire attraverso un secondo corso.

 

Ho trovato questo corso in generale molto interessante perché particolarmente calzante nell’ambito scolastico. Credo che l’aspetto più determinante nel lavoro dell’insegnante, sia proprio quello di sviluppare sempre di più nel tempo, la capacità di motivazione nei confronti degli alunni.

Trovo che sia utile aprirsi all’approccio del colloquio motivazionale soprattutto perché ci spinge ad un ascolto riflessivo dell’alunno, dando lui sostegno e riconoscendo incondizionatamente il suo valore come persona; entrando con lui in una più profonda empatia per poterlo meglio sostenere  nell’intraprendere una possibile azione volta al cambiamento (per esempio cominciando a stimolare in lui la curiosità verso una disciplina partendo da quello che è il suo potenziale come persona, da quello che sono le sue capacità, i suoi interessi, le cose che lo fanno stare bene e che fanno scattare dentro di lui la voglia di essere “operativo” e dunque  anche cooperativo con il contesto scolastico che lo circonda).

Dunque in generale penso che la struttura globale del corso, ci abbia fornito tutti gli strumenti necessari per poter avviare per primi noi insegnanti, un percorso volto al cambiamento e/o ad una maggiore flessibilità delle nostre strategie didattiche soprattutto  nei confronti di alunni non interessati ai contenuti della disciplina, non interessati ad un confronto con i compagni e con l’insegnante sulle tematiche trattate negli argomenti della disciplina, alunni non propensi alla comunicazione e così via.” Alessandro L.

 

Ogni incontro è stato l’incipit di riflessioni personali in merito agli atteggiamenti che assumo nei confronti degli altri nella vita quotidiana sia come docente che come persona. Gli incontri svolti possono essere paragonati ad una finestra da cui si è potuto scorgere qualche elemento tipico del colloquio motivazionale: in realtà, al di là di questa finestra vi è ancora molto da scoprire ed imparare. ” Francesca Z. (Scuola Primaria)

Il corso svolto a maggio è stato per me una vera “rivelazione” su come condurre un dialogo senza lasciarsi condizionare dal “dover dire” o “dover essere” ma guidati semplicemente da un ascolto impegnato e approfondito, mi ha permesso di essere molto più attenta a ciò che l’altra persona vuole dire che non a ciò che si aspetta io le possa dire. Io mi auguro che ci possa essere un secondo corso per prendere più dimestichezza con tale metodo che apre davvero prospettive di comunicazione importanti. Grazie per l’opportunità che ci avete dato”  Eleonora N. (Scuola Superiore II° grado)

A scuola è molto importante che il genitore si senta ascoltato e accolto e che possa sentirsi egli stesso protagonista della soluzione più adatta alla problematica in atto con il figlio. Ciò può avvenire solo se il professionista, l’insegnante, sa condurre un colloquio che possa evocare, far emergere, nell’interlocutore i passi che portano alla soluzione. Nel colloquio motivazionale le tecniche hanno una funzione maieutica e non sono aspetti di superficie: la loro valenza etica è basata sulla propensione all’aiuto dell’operatore, la loro efficacia è affinata dall’esercizio nella pratica professionale. Le tecniche del colloquio motivazionale possono diventare habitus e abilità sempre più allenate anche per noi che lavoriamo in campo educativo scolastico.” Patrizia D.(Scuola Primaria)

“Del corso ho apprezzato sia il contenuto sia la metodologia di lavoro sia sono, purtroppo, ancora piuttosto rari nella formazione dei docenti. Il contenuto occupandosi di comunicazione punta l’attenzione e fa riflettere sull’elemento fondante dell’esperienza educativa: la relazione. La metodologia, privilegiando simulazioni e giochi dei ruoli, “costringe” i corsisti ad attivarsi e a mettersi in gioco.” Emi F.(Scuola Primaria)

“Considerando le riflessioni emerse nei diversi incontri del corso e rileggendo il materiale a mia disposizione ( gli appunti presi e le slide che mi sono state inviate) trovo tutte  le indicazioni molto interessanti e  proficue durante i colloqui con i genitori dei miei alunni, soprattutto in situazioni particolari dove c’è la necessità di attuare un cambiamento che  mirano al successo formativo.”  Giuseppina N. (Scuola Primaria)

 

 

 

 

 

 

 

Autore dell'articolo: Fabio